Campionato Europeo IMMAF 2021 - Kazan Russia - Resoconto del DTN Fabio Ciolli
La squadra italiana torna a casa dall’Europeo IMMAF di Kazan con una importante medaglia d’argento che ci vale il quinto posto a squadre Un risultato dolce e amaro e che va necessariamente analizzato con i numeri. Su 58 medaglie disponibili 35 le ha vinte la Russia…altre 7 le hanno vinte gli atleti Russi e le atlete Brasiliane con il passaporto del Bahrain. Come al solito noi italiani ci facciamo valere grazie alla nostra grinta, il nostro coraggio e la nostra maestria nell’arte di arrangiarsi in un Europeo veramente tosto, in cui la squadra di casa e le squadre limitrofe hanno avuto la possibilità di schierare un numero incredibile di atleti per categoria in modo da far si che il blocco sovietico fosse, già dalle premesse, impossibile da battere. L’Italia ha partecipato con grinta e determinazione, senza fare scelte strategiche, come hanno fatto altre nazioni (Irlanda, Svezia e Ukraina) che invece hanno deciso di non partecipare a questo torneo per prediligere un torneo minore come la World Cup, sicuramente più agevole sia per valore degli avversari che per logistica. I nostri in un paese che urla al distanziamento sociale hanno trovato il modo di allenarsi fra mille difficoltà e sono andati contro chi ha le sovvenzioni dello stato per fare l’atleta, dedicando il ferragosto al loro sogno e superando non pochi ostacoli logistici…e hanno retto botta, Cosa fare ora? Partire da qui, riprenderci la nostra dignità di sportivi e di coach che le istituzioni tentano ogni volta di toglierci e programmare e strutturare la prossima trasferta: il Mondiale in Kazakistan, anche lì faremo parlare di noi! Ecco brevemente una cronaca delle imprese azzurre: Partiamo dal risultato che ci rende più orgogliosi, la medaglia di argento di Ilaria Norcia: la giovane ma ormai veterana atleta di Cassino ha battuto agilmente le due russe spilungone con la sua esperienza e la sua determinazione nei quarti e nella semifinale per poi lasciare lo scettro iridato alla polacca Kontna con cui non è riuscita ad opporre il suo striking alla maggior perizia lottatoria della sua avversaria. Buona la prestazione, anche se non il risultato di Alice Maniccia nella categoria 57 kg che incontra subito la forte russa Kuchchaeva, pluricampionessa della categoria, ma riesce a tenerle testa, resistendo e continuando fino alla fine nonostante un knock down subito nella prima ripresa. Non riesce a sfruttare la fortuna invece Martina Corradi che riesce per sorteggio a saltare due turni e trovandosi già a podio, scontrarsi con la kazaka Tursyn cha la incoccia con tre backfist, l’ultimo dei quali decreta per ko la fine del match. Passiamo ai ragazzi, menzione speciale per Edoardo Caiazza, che passa il primo turno contro il finlandese mettendo in mostra il suo striking pulito ed efficace ed una solida lotta e capitolando, anche se di strettissima misura contro il tajiko Ahmedov. Ha impressionato anche lo striking funambolico di Francesco Fornasieri nella 84 kg che prima confonde ed asfalta il polacco per poi perdere con il solito solidissimo russo Zeinidinov. Peccato non aver ottenuto una medaglia con questi ragazzi. Si sono fermati al primo turno invece, ragazzi veramente promettenti e determinati come il giovane Luca Borando, che trova di fronte a se un bulgaro molto forte fisicamente, forse la partecipazione tra gli juniores avrebbe valorizzato le sue doti, avrà modo di lavorare e di dimostrare il suo valore. Sfortunato invece Fidel Gramiccia che dopo aver vinto nettamente due round contro il Russo Gaziyavdibirov con il suo striking di rimessa, finisce in un triangolo ed è costretto a battere a 7 secondi dalla fine del round, una ingenuità che siamo sicuri non ripeterà più! Cristiano Ottaviani fa davvero una battaglia epica contro il fortissimo russo Ganichkin, stavolta il russo non è solo lotta ma mani pesantissime e calci pericolosi. Con un calcio girato taglia l’italiano che non cede mai e finisce ai punti con onore. Anche il capitano Dario Brando Petrolo purtroppo non va oltre il primo turno, perdendo per ghigliottina contro il Tajiko Mahmudov che neutralizza tutti i tentativi di entrate dell’italiano incastrandolo a parete con una ghigliottina. Compito per casa: lavorare sullo striking antiwrestling. Una buona dose di sfortuna e di ingenuità anche per il catanese Daniele Caldarera, che incappa in una ginocchiata irregolare che gli procura la rottura degli incisivi ma che non denuncia subito per l’impeto di continuare. Buono il carattere dimostrato ma tattica, strategia e precisione saranno necessari per far bene a livello internazionale.
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