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Articolo Trofeo Warrior

 

Nella notte di Hallowen il trofeo “Warrior” di MMA (di Mario Brugnolini)

Nella notte di Hallowen è andata in scena al Palazzetto dello Sport di Roma la Coppa Italia di MMA - Trofeo Warrior. L'evento, a cui hanno partecipato un centinaio di atleti fra cui tre donne, è stato organizzato dalla Figmma (Federazione Italiana Grappling Mixed Martial Arts) di concerto con la M2Pictures, distributrice del film sui "cage-fighters" americani, a cui la manifestazione è intitolata, che uscirà il 4 Novembre in 200 sale cinematografiche italiane.
Il Campione del Mondo e d'Europa, Luca Brugnolini, da vero "warrior", non pago della vittoria a tavolino ottenuta subito nella sua naturale categoria di 65 Kg, causa la totale assenza di avversari disponibili a combattere, si è voluto cimentare nella categoria di peso superiore (70 Kg). Dopo aver vinto 11 a 1 nei quarti di finale e 12 a 0 in semifinale, avrebbe dovuto competere con il compagno di squadra Giuliano Pennese, argento in questa categoria ai Mondiali di Belgrado, ma i due amici, atleti della società romana Hung Mun, hanno preferito non incrociare i guantoni facendo invece suggestivamente roteare sul campo di gara la bandiera della loro squadra che si è nettamente aggiudicata il Trofeo.
Nelle altre categorie hanno prevalso Alessandro Lanzillo (60 Kg.), Paolo Strazzullo (75 Kg.), Alessio Di Chirico (80 Kg.), Artesio Lucchesini (90 Kg.) e Alfredo Achilli (110 Kg). Fra le donne la vittoria è andata a Valentina Innocenti mentre nella classifica per “team”, dietro allo strapotere della Hung Mun Martial Society del Direttore Tecnico della Nazionale Fabio Ciolli, si è piazzato secondo il Fight Clan e terza la MMA Boxing Center.
Per tutta la durata della competizione, conclusasi davvero a notte fonda, lo spettacolo non è di certo mancato e l'entusiasmo del pubblico intervenuto si è sentito proprio fra i molti “non addetti ai lavori” che, nella notte delle streghe, alla classica “festa-zucca” con “dolcetto o scherzetto” hanno preferito continuare ad assistere in tribuna. Forse perché, nonostante la durezza degli incontri, nonostante l'asprezza di alcuni colpi inferti o subiti, l'estrema correttezza, la lealtà e l'eleganza atletica dei “fighters” che si sono valorosamente affrontati, fanno venire anche a noi la voglia di combattere.


Mario Brugnolini

 

 

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